Il cemento avanza al ritmo
di 50 chilometri quadri l’anno
a scapito del suolo agricolo

Serve un “manifesto green” per tutelare il suolo agricolo dalla cementificazione che continua a minacciare la sopravvivenza delle risorse-verdi d’Italia. Continuano ad essere allarmanti gli indicatori che confermano la continua erosione di suolo disponibili nelle aree urbene e periurbani, dove si evidenzia un aumento delle superfici edificate. A pagarne le conseguenze è il suolo agricolo che, anzi, si è dimostrato strategico per assicurare, in era Covid, i rifornimenti alimentari alla collettività. Viene da più parti evidenizato che il degrado del suolo e la perdita funzionale dell’ecosistema non è più sostenibile: ogni anno, oltre 50 chilometri quadrati vengono erosi dalla cementificazione. Anche l’ultimo rapporto Ispra, diffuso nel luglio scorso, ha confermato il continuo e significativo incremento, anche a scapito di boschi e foreste che rappresentano il polmone verde del Paese. In Italia vengono persi circa 16 ettari al giorno, con 57,5 chilometri quadrati di nuove coperture che sottraggono suolo agricolo. Ancora i dati Ispra stimano che oggi, per ogni citadino italiano, vi siano 355 metri quadri di superfici occupati da cemento, asfalro o altre coperture artificiali.